El Camino #10: MAAT – Lisbona (Portogallo)

MAAT - @AL_L

Arriviamo a Finisterre e ne rimaniamo letteralmente affascinati.

Mai avrei immaginato che ci fossimo innamorati di un luogo del genere, ma ce ne dobbiamo andare, non è previsto un giorno in più a Finisterre.

Lasciamo questo posto incantevole, sono un po' dispiaciuta e un po' emozionata perché la prossima tappa è Lisbona.

Amo profondamente questa città, amo ciò che mi ha dato e ciò che mi ha lasciato nel tempo e nella mia vita.



E’ una città molto legata alle sue tradizioni, ma va comunque avanti e da lì a poco avrei scoperto quanto si è sviluppata in 15 anni dalla mia assenza.

Attraversiamo il confine Spagna-Portogallo, passiamo Porto (quanto è trafficata!!), non riusciamo ad arrivare in serata a Lisbona come programmato, gli alberghi sono pieni… incredibile!

In quell’istante vedo le indicazioni per Fatima (2017 centenario della Madonna di Fatima) e andiamo (vedi articolo “El Camino #0: Il Viaggio).

Il giorno seguente raggiungiamo la mia città e sono contenta perché voglio farla conoscere ad Andrea, ci tengo moltissimo che la veda e la conosca, la città che ho vissuto al 100% e dove ho passato uno dei periodi più belli della mia vita.

Pasteis de Belem


Noto subito che è cambiata, molti luoghi abbandonati sono stati rivalutati, la vita notturna si è spostata a Cais do Sodrè rispetto al Bairro Alto (quartieri di Lisbona), le persone sono cambiate, hanno molta più cura del loro aspetto e ce ne sono tantissime che dedicano del tempo allo sport lungo fiume, sembra quasi di essere a Miami.

Torre di Belem

Voglio vedere tutto ciò che mi è possibile visitare in questi pochi giorni e quasi ci riusciamo, l’EXPO, il Cristo Rei, Costa Caparica, la Torre di Belèm con la Pasteleria di Belèm (vedi articolo “El Camino#0: Il Viaggio) e Andrea se ne innamora pian piano che conosce sempre di più questa città, un po' come è successo con me, Lisbona si fa amare man mano che la conosci.

EXPO
EXPO

Ponte do 25 Abril oltre Tejo

Cristo Rei

Costa Caparica

Proprio nella zona di Belèm è nata una nuova struttura, il MAAT (Museo di Arte, Architettura e Tecnologia) che collega finalmente la città antica dal fiume Tejo, una zona fino ad ora tagliata fuori a causa delle linee ferroviarie e da Avenida 24 de Julho, il MAAT un museo che segue le onde del fiume e che racchiude in se l’intera città. Un occhio attento di un architetto donna.
MAAT - @AL_L

Rompe gli schemi ortogonali del lungo fiume della città e dà morbidezza. E’ un museo che guarda al passato e al futuro ancora da scoprire con il suo belvedere. Ha rivoluzionato questa zona della città. Simbolo di evoluzione di Lisbona.

MAAT

Il MAAT con le sue linee morbide abbraccia i cittadini ed è un luogo molto vissuto da essi.
Una rampa di lato al museo si trasforma in copertura praticabile di esso stesso e che diventa belvedere, che a sua volta diventano magicamente scale e di nuovo rampa, una copertura praticabile sia per i pedoni che per i ciclisti.

Rampa laterale

Rampa laterale
La copertura che diventa scala e rampa

La copertura che diventa un prolungamento, quasi una coda di un nervo che si stacca dal museo e che è parte della città, un nervo (rappresentato da una rampa) che lega due luoghi diversi tra loro ma che fanno parte dello stesso corpo, Lisbona. La città antica con il fiume, due entità e un unico essere pulsante.

Me sulla copertura


La barriera cittadina è stata abbattuta!

Passerella che entra nella città

Scendiamo dalla parte opposta da dove siamo saliti sulla copertura e ci dirigiamo verso l’entrata, la facciata è caratterizzata da una parete in moduli di ceramica bianca, materiale molto importante ed utilizzato che fa parte della profonda cultura portoghese con i suoi azulejos e l’utilizzo del bianco è fondamentale perchè riflette il Sole, onnipresente in questa città e il mutare del fiume e del tempo.

Parete bianca in ceramica modulare

Dettaglio della ceramica

Il museo è chiuso e torniamo il giorno dopo. Entriamo e il suo interno rispecchia altrettanto la sua morbidezza esterna. Stessa filosofia, stessa accessibilità a tutti. Rampe che diventano sale d’esposizioni che a sua volta diventano scale.

Il bianco prevale.

MAAT

Proprio in quell’occasione la sala d’esposizione temporanea ha adibito una mostra di un’artista del luogo, grandi schermi retro-illiminanti con la visione del Ponte do 25 Abril, a terra ci sono dei cuscini giganti dove potersi sdraiare e ne approfittiamo sia per godere della mostra, sia del fresco che per riposarci un po'.

Interni - @ AL_L

Esposizione

Continuiamo la nostra visita, faccio molte foto e contemporaneamente video, proprio in quel preciso istante un’hostess mi vieta di fare video… odio quando non posso realizzare foto e/o video, l’arte è di tutti, il patrimonio artistico è parte dell’umanità, siamo noi!

Così prendo il cellulare, unico mezzo permesso, e faccio finta di fare delle foto, ma in realtà sono video.

Soddisfatta!!

Usciamo dal MAAT e ci sediamo sulle scale di fronte al museo che si affacciano sul fiume, il tramonto è vicino.

Con uno sguardo a 180° colgo il saluto che Lisbona vuole darmi, Lei sa che il giorno dopo la devo salutare. La luna sul Ponte do 25 Abril e dietro il Cristo Rei, il fiume che rispecchia il Sole che tramonta e che si nasconde sull’oceano. Il MAAT si colora di rosso.

Il MAAT rosso, la luna e il Ponte do 25 Abril


L'oceano e il tramonto

Le persone in controluce si trasformano in sagome nere e assaporano tale bellezza.

Il saluto di Lisbona

Ma solo io e Lei sappiamo che questo saluto è dedicato esclusivamente a me.

Grazie Lisbona, grazie per essere sempre felice di rivedermi e grazie perché ogni volta che torno sono sempre più estasiata dalla tua bellezza e di ricordare ciò che ero e ciò che sono diventata grazie a te.

Non potevi salutarmi in modo migliore.

Vorrei rimanere, ma questa volta per sempre, vorrei rimanere per non tornare in Italia mai più!

Ma il viaggio è terminato…

Tornerò te lo prometto!



Nota tecnica per i più appassionati:

Amanda Levete ha progettato un museo a Lisbona che consente ai visitatori di camminare sopra, sotto e attraverso l’edificio dalla delicata forma ad arco e sensibilmente integrato al paesaggio.

Planimetria generale - AL_L

Il MAAT, nuovo Museo di Arte, Architettura e Tecnologia, è situato sulle rive del Tago a Belém. Il progetto vuole proporre un nuovo rapporto con il fiume e con l’ambiente. La Kunsthalle è un edificio potente ma basso e sensibile che esplora la convergenza tra arte contemporanea, architettura e tecnologia. Il nuovo edificio è il fulcro del masterplan della EDP Foundation, un campus per l’arte che include il riuso della centrale elettrica di Tejo.
Volendo integrare la nuova struttura al paesaggio, la Kunsthalle è progettata per consentire ai visitatori di camminare sopra, sotto e attraverso l’edificio, che ha una delicata forma ad arco. Il tetto diventa una stanza all’aperto, connettendo fisicamente e concettualmente il fiume con il cuore della città. I visitatori possono facilmente muoversi dal fiume verso il centro urbano e, viceversa, la sera guardare un film con Lisbona come sfondo.
Seguendo la ricca tradizione artigianale del Portogallo, quasi 15.000 piastrelle tridimensionali smaltate articolano la facciata, creando una superficie complessa che dialoga con acqua, luci e ombre. Il tetto a sbalzo crea un ambiente accogliente e riflette la luce del sole all’interno dell’edificio.

Pianta piano Sala esposizione - AL_L


In un’intervista pubblicata su Artribune lo scorso gennaio, l’architetto britannico Amanda Levete ci aveva raccontato che il tema progettuale per il suo  MAAT – Museo di arte, architettura e tecnologia, in fase di realizzazione a Lisbona era “il rapporto fra la città e lo spettacolare sito di progetto, un lotto sul fiume Tejo, rivolto a sud. Un elemento fondamentale del contesto è la luce che si riflette sull’acqua – molto bella, gialla, intensa. L’altro è la città, da cui il lungofiume è completamente tagliato fuori a causa dei binari ferroviari. Il nostro progetto vuole riconciliare l’affaccio sull’acqua con la città vecchia sulla collina.” In quel momento era da poco iniziato il cantiere, interamente finanziato dalla Edp Foundation. A distanza di meno di un anno siamo stati alla preview del museo diretto da Pedro Gadanho che aprirà alla città il 5 ottobre. Il risultato è sorprendente: mancano ancora alcuni dettagli, ma tutto è già pronto e in funzione, al di là di ogni aspettativa. Lo spazio interno, giocato sulle linee curve, sembra adatto a installazioni e performance e va ogni volta interpretato da curatore e artisti. Per l’opening è stato presentata la prima parte della mostra Utopia/Distopia, con una installazione immersiva e di grande effetto emozionale di Domenique Gonzalez-Foerster, il video Where Shapes come from di Superconductor e alcune performance e dj set.

Pianta piano copertura "Il Belvedere" - AL_L


UN EDIFICIO CHE DIVENTA SPAZIO PUBBLICO
Ma il vero punto di forza del nuovo edificio è la straordinaria capacità di dialogare con il paesaggio urbano e naturale, con continue osmosi tra interno ed esterno, grazie anche alla superficie esterna rivestita di ceramiche calçada appositamente progettate che riflette la luce nel suo variare durante il giorno e le vibrazioni dell’acqua del fiume Tejo. Inoltre, di grande forza è la scelta di creare un tetto che sia attraversabile e vivibile come una piazza, un’arena o teatro dove presentare eventi, insomma uno spazio pubblico con una straordinaria vista sulla città. Questo l’obiettivo dell’inglese Amanda Levete.
Prospetto - AL_L


TUTTO L’ARTWORLD A LISBONA
E ieri a celebrare la grande rinascita di Lisbona, nonostante la profonda crisi finanziaria che sta attraversando il Portogallo, c’erano tutti. Dal Ministro per la cultura, al sindaco della città; fino alla comunità artistica internazionale, da Hans-Ulrich Obrist a Alfredo Jaar, da Pedro Cabrita Reis a Carlos Garaicova, da Didier Fiuza Faustino a Julien De Smedt, fino alla direttrice della Storefront Gallery di New York Eva Franch i Gilabert. La serata si è conclusa per una ristretta cerchia di ospiti con un Gala Dinner presso la Turbin Hall dell’antico museo dell’Elettricuta, creata dallo chef Francisco Kiko.

Sezione - AL_L

LA STRUTTURA

Una struttura a suo modo leggera e luminosa, assai sinuosa nelle forme arrotondate che a ben vedere sono quasi una novità nel panorama architettonico portoghese dove da sempre sono le linee rette e costruzioni ben squadrate. Una struttura che apre un nuovo spazio lungo il fiume, sostituendo un grande muro alto 12 metri con una leggera scalinata aperta sull’acqua. Un ulteriore tassello di quel processo lento ma costante che riunisce la città al fiume, abolendo i cancelli e in parte scavalcando la linea ferroviaria che da decenni divide acqua e persone. Un palazzo basso e chiaro, che si integra con la centrale elettrica di primo Novecento, la central Tejo, tutta in mattoni neanche si fosse a New York. Prima ospitava il Museo dell’elettricità ma già da qualche mese le sue sale riallestite costituiscono un primo nucleo di questo nuovo museo lisboeta.


Spaccato prospettico - AL_L

IL CONTENUTO

Ma se l’involucro è senza dubbio bello un museo si giudica anche e soprattutto da quel che ospita. Qui l’affare è diverso, forse più complicato. Il Maat è un museo moderno, per cui assai ibrido nella sua concezione. Un poco arte, un poco architettura molta tecnologia, tutte fuse insieme in progetti creati ad hoc per riflettere sui temi della contemporaneità.

Plastico - AL_L


Ogni anno verrà allestita una esposizione in cui artisti e architetti internazionali si confronteranno sui temi del presente. Primo atto la mostra ‘Utopia Distopia’. Un momento di riflessione sulle visioni utopiche architettoniche e artistiche intorno alla città dagli Anni Sessanta-Settanta a oggi da un lato, e un pensiero critico sulla distopia contemporanea. Ma ci sarà anche spazio per le opere di arte contemporanea portoghese che arrivano dalla collezione di proprietà della EDP Foundation, l’Enel portoghese che ha finanziato l’intero progetto. E poi fotografia, cinema, musica e istallazioni di ogni tipo. E se invece ritenete tutta questa ricerca decisamente troppo per i vostri gusti, nessun problema. Il nuovo museo Maat si trova in una posizione talmente bella che comunque vale una passeggiata per godere del paesaggio del fiume visto davvero da vicino.
Sezione - AL_L

MAAT, Lisbona
Architetti:  AL_A
Architetti locali:  Aires Mateus & Associados
Ingegneria:  Afaconsult
Paesaggio:  Vladimir Djurovic Landscape Architecture
Costruzione:  Alves Ribeiro
Superficie:  7.400 mq
Completamento:  2016
Client

Fundação Engergias de Portugal (EDP)
Area
9,430m²










Vista dronica del MAAT


La struttura del MAAT



Questo video (non eccelle di grafica) , ma fa capire l'ante e il post operam

Anche Lucio Dalla parla di Lisboa (Fenando Pessaoa)



SOSTIENE PEREIRA
Non sono riuscita a trovare il film completo, ma vi suggerisco di vederlo è moto bello!


LISBON STORY 
Film da vedere, fa vedere la città al completo (ora è un pò cambiata)





Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: http://www.artribune.com, https://www.domusweb.it,
Immagini:  @AL_L
Foto: Scattate da me, @AL_L




Commenti

  1. Cavolo che articolo!!!
    Si legge parola dopo parola l'amore che provi per questa città, un articolo completo di nozioni architettoniche che di sentimenti... Bravissima!!
    Hai superato te stessa.
    Ma questo è l'ultimo articolo de "El Camino"? quale sarà il tuo prossimo viaggio?
    Attendo

    Barby

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao babry,
      hai colto in pieno i miei sentimenti per questa città..la amo!
      Questo è l'ultimo articolo de "El Camino"... il prossimo viaggio è una sorpresa, andreamo alla scoperta di posti esotici..seguimi!!!!!

      Continua a seguirmi su questo blog, anche su FB e Instagram. Buona giornata On The Road!!!

      Elimina
  2. Quanto tempo hai vissuto a Lisbona? in che periodo? racconta tutto ciò che sai di questa meravigliosa città... a settembre dovrei partire per il progetto Erasmus.. anche tu l'hai fatto giusto?
    Giulietta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao giulietta, ho fatto l'Erasmus e sono stata un anno a Lisbona, l'ho conosciuta molto e l'ho amata moltissimo e in tutti i suoi aspetti. C'è molto da raccontare, Lisbona è multietnica e ti apre verso nuovi mondi, ma c'è da considerare che il Portogallo non è la Spagna quindi la loro cultura è molto diversa e non voglioni essere giustamente confusi con gli spagnoli. Parlano benissimo inglese, ma è giusto parlare il portoghese, lo apprezzano molto... poi per il divertimento ho notato che la vita notturna si è spostata dal Bairro Alto a Cais do Sodrè, inoltre i tempi sono diversi, sono passati 14 anni e vedrai che scoprire questa città sarà bellissimo.
      un saluto e goditi l'Erasmus.

      Continua a seguirmi su questo blog, anche su FB e Instagram. Buona giornata On The Road!!!

      Elimina
  3. E' una struttura morbida come le acque del Tejo... si vede il tocco di una donna.
    Il prossimo viaggio sarà sicuramente Lisbona e il Portogallo.
    Brava!
    Mario

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mario,
      il MAAT è bellissimo ed innovativo, è un ottimo punto d'incontro per la città...
      Io consiglio sempre un viaggio in il Portogallo. E' molto affascinante.
      Mi raccomando fallo al più presto, ti consiglio Maggio Giugno che ancora non farà caldissimo.
      Grazie
      Continua a seguirmi su questo blog, anche su FB e Instagram. Buona giornata On The Road!!!

      Elimina
  4. Bella Lisbona e bello il MAAT.
    Che città ragazzi!!!!
    Marco

    RispondiElimina
  5. Attendo i tuoi articoli!!!
    Francesco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco,
      arriveranno presto!!
      Continua a seguirmi su questo blog, anche su FB e Instagram. Buona giornata On The Road!!!

      Elimina

Posta un commento

Grazie per il vostro commento e a presto... Architetto On The Road

Post più popolari