El Camino #9: Centro Cultural de Galicia di Eisenman – Santiago de Compostela (Spagna)



Arriviamo a Sarria e il giorno seguente partiamo per il Cammino di Santiago, impieghiamo 5 giorni a fare 130 Km a piedi (vedi articolo “El Camino#0: Il Viaggio”) per arrivare a Santiago de Compostela.

Una volta tornati indietro a Sarria recuperiamo la LEXUS e la prossima destinazione è Finisterra, ma prima voglio vedere il Centro Culturale della Galicia di Peter Eisenman, quindi dobbiamo passare di nuovo a Santiago de Compostela dove il Centro si trova nella periferia della città… consideriamo sempre una periferia relativamente vicina rispetto ad una città come Roma o Milano.

La prima volta che ho visto il Centro Culturale è stato esattamente quando siamo arrivati a piedi a Santiago due giorni prima.





Si presenta su di una collina, si dà un rapido sguardo tra la città antica e il Centro Culturale e si può dire che stona un po', il contrasto dei materiali tra la città antica e la nuova è molto forte, ma l’architetto ha voluto usare tali materiali, pietra e vetro, tipici della collina, proprio per non creare un distacco notevole con l’ambiente e il vetro per far si che il continuo passar del tempo, del clima e della città antica si rispecchiassero in esso.

Simbiosi con la collina

Il Centro Culturale si presenta come un continuum della collina, ha linee morbide e ondulate come le linee delle curve di livello del terreno ed è esattamente un proseguimento della collina stessa, in tal modo non provoca un contrasto con il paesaggio.


Simbiosi con la collina


Percorriamo la strada che abbiamo fatto a piedi e incontriamo pellegrini che fanno il nostro stesso percorso che abbiamo fatto gg prima. La sensazione è strana, rivedere quel percorso e nello stare comodamente in macchina. La comodità!

Attraversiamo le strade fuori Santiago, ci portano sulla morbida collina che sorregge il Centro Culturale.

Un grande parcheggio ci accoglie e larghe rampe pedonali ci dirigono verso il Centro suddiviso in diversi edifici che accolgono a suo volta diverse destinazioni d’uso (biblioteca, museo, università…).


Propettive


Gli edifici non sono comunicanti tra loro né all’interno tanto meno all’esterno anche se qui sembrano quasi spezzati o che vogliano unirsi tra loro o come delle zolle di terreno che si sono staccate dal terreno e che una volta erano un'unica cosa tra loro. Ognuno di esso ci indica di visitare l’uno e l’altro edificio…



Il Sole cocente colpisce ogni angolo, non ogni curva dell’opera architettonica.
La rampa si trasforma in copertura e la cosa sorprendente che in alcuni punti è praticabile e noi come dei bimbi ci saliamo finchè la pendenza non ce lo permette.


Copertura praticabile

Ci divertiamo!

Il punto focale dove ogni edificio converge vi è una grande piazza, raccoglie in essa la totale essenza di ogni singolo edificio, ma vi è solo un grande problema… il Sole!


Piazza soleggiata

Dove sono gli alberi?

Sono presenti specchi di acqua per il raffrescamento ma non è decisamente sufficiente…
Perché non c’è nemmeno un punto di ombreggiatura? Eisenman perché non è stato pensato? E’ stato pensato, ma non eseguito? In questo caso, perché?

Odio gli architetti!! LOL

L’opera è bella e grande, tanto da perdersi…

Entriamo in alcuni edifici, almeno in quelli dove ci è consentito, al suo interno rimango delusa, grandi pilastri interrompono la percezione del movimento collinare dell’edificio, tale limitazione è evidente in tutti gli edifici.


Vista interna - Biblioteca

Inizio a notare che le rifiniture sono un po' alla buona e non eccellono, ma soprattutto è un’opera non terminata, un’intero edificio presenta solo le fondazioni e questo fu un ulteriore motivo di polemiche da parte dei cittadini di Santiago di Compostela, denaro speso dalla comunità senza una conclusione.


Zona non terminata

Particolare dei pilastri

Proseguiamo la nostra visita e dalla soleggiata piazza che si affaccia sulla vallata scorgiamo la città che ci appare grande ed elegante. Siamo molto più in alto rispetto alla città antica, si vede la Cattedrale.

Il silenzio, il Sole e una leggera brezza ci trasporta da un’epoca moderna (il Centro Culturale) ad un’epoca più antica con la Cattedrale.


Città di Santiago di Compostela

Vorrei poter ammirare ogni singola curva dell’opera architettonica, ma dobbiamo andare prima di arrivare a Finisterra (Fine della terra) con il buio.

Un ultimo sguardo a tanta grandezza e partiamo con la macchina, corriamo contro il tempo.
Il Viaggio deve continuare.





Nota tecnica per i più appassionati:

Situata a Santiago de Compostela, emblema della tradizione culturale europea e la cui città storica è Patrimonio Culturale dell'Umanità, la Città della Cultura emerge dalla vetta del Monte Gaiás come uno straordinario monumento architettonico del nuovo secolo. Concepita dall'architetto americano Peter Eisenman come importante polo culturale dedicato alla conoscenza e alla creatività contemporanea, la Città della Cultura si presenta già dalle sue origini come strumento fondamentale per lo sviluppo di tutta la Galizia. Progettata per ospitare le migliori espressioni culturali locali, Europee e internazionali in generale, la nuova “città” contribuirà a dare risposta alle sfide della Società dell'Informazione e della Conoscenza.

Planimetria - @archdaily

Il progetto è frutto di un concorso internazionale bandito dalla Giunta di Galizia nel 1999 a cui parteciparono nomi del calibro di Ricardo Boffil, Steven Holl, Rem Koolhass, Daniel Libeskind, Juan Navarro Baldeweg, Jean Nouvel e Dominique Perrault e che fu vinto da Eisenman “per la sua singolarità concettuale, la plasticità e per la sua eccezionale sintonia con il contesto”.


Planimetria - @Eisenman


Questo complesso di edifici singolari, collegati da strade e piazze, dotati di tutte le più avanzate tecnologie, configura uno spazio di eccellenza per la riflessione e il dibattito sul futuro della Galizia. Gli spazi ospitano servizi e attività destinate alla conservazione del patrimonio e della memoria, e allo studio, ricerca, sperimentazione, produzione e mostra nell’ambito della letteratura e del pensiero, della musica, del teatro e della danza, delle arti visive, della creazione audiovisiva e della comunicazione.


Sezioni - @Eisenman


La città della cultura si compone di sei differenti edifici: la Biblioteca e l’Archivio – inaugurate lo scorso 11 gennaio – il Museo e i Servizi Centrali – che saranno inaugurati entro il 2011 – e il Centro della Musica e delle Arti Sceniche e il Centro dell’Arte Internazionale, i cui lavori procedono con maggiore lentezza.


Sezioni - @Eisenman


"Invece di concepire il suolo come fondale contro il quale dovesse stagliarsi l’edificio, abbiamo generato una condizione in cui il suolo possa innalzarsi per diventare edificio e l’edificio infilarsi al di sotto del suolo. Si tratta di una nuova tipologia urbana".Ha affermato Eisenman. Per questo progetto l'architetto ha tracciato i contorni delle cinque principali strade del pellegrinaggio che portano a Santiago e poi ha applicato la loro sagoma alla topografia del collina. In questo modo ha realizzato un edificio dalla forma unica e naturale con la quale il progetto emerge dal terreno e apre i suoi spazi in modo fluido al paesaggio tramite una molteplicità di livelli.

Per Eisenman elementi ispiratori del progetto sono stati la conchiglia, simbolo di Santiago de Compostela, e il piano terra della parte medievale del centro storico. Il risultato è ottenuto per mezzo di un processo schematico, in cui c'è un interazione tra il piano terra del centro storico e le sovrapposte griglie ortogonali che gradualmente distorcono la pianta della città per diventare la nuova struttura del sito. Il nuovo è sovrapposto al vecchio a cui si sovrappone la forma stilizzata della conchiglia. Gli edifici sono scavati nel terreno, configurando un paesaggio urbano composto da un mix di edifici e topografia.


Sezioni - @Eisenman


Nella progettazione Eisenman si è ispirato alle ley lines, linee energetiche o linee spirituali, definite dai popoli antichi, che attraversano la maggior parte dei luoghi sacri più importanti al mondo. Tramite le ley lines Eisenman definisce una relazione tra il sito e gli edifici e una tra la matrice interna e quella esterna.
Al fine di risolvere il problema della determinazione della dimensione verticale delle griglie sovrapposte e della definizione della terza dimensione, senza farne solo un’estrusione della matrice planimetrica, Eisenman elabora un sistema di regulatory lines: le linee orizzontali isostatiche fluiscono da terra verso l'alto fino al tetto, creando così una serie di traslazioni verticali. Tali linee non si evolvono semplicemente ruotando la griglia cartesiana, ma da rotazioni simultanee in più punti, producendo una trasformazione dinamica del piano terra del sito nella terza dimensione.

Ciò che rende questo progetto diverso dagli altri è la grande varietà di differenti effetti al suo interno. I materiali sono diversi. Tutti i materiali utilizzati sono autoctoni e l'articolazione dei piani e delle facciate si basa su un’astrazione della tradizione locale. In tal modo una zona interna ha il vetro sul pavimento e la pietra sulla parete che riflettendosi nel vetro crea l'illusione ottica di camminarvi sopra.

La Biblioteca, che occupa una superficie di 15,702 mq, è destinata a diventare capofila del sistema di biblioteche galleghe e la sua funzione è quella di raccogliere, conservare e diffondere il patrimonio bibliografico della Galizia e tutta di stampa, audio, audiovisivi o informatici ad esso collegati. L’edificio è costituito da una grande sala lettura su più livelli, cui si accede dalla strada porticata che condivide con l'edificio dell'Archivio della Galizia. Quest’ultimo, il più meridionale degli edifici della Città della Cultura, sorge di fronte alle torri di Hejduk e condivide con la Biblioteca la passerella pedonale che consente l'accesso sul lato opposto. Al suo interno vi sono una sala lettura di grandi dimensioni e sale polivalenti, uno spazio espositivo per la collezione e l’archivio vero e proprio. All’interno vi sono, inoltre, gli uffici e le aree di ricerca. Di fronte all'ingresso, configurato come ambiente indipendente, si trova la zona denominata “Il Cammino di Santiago” da utilizzare come spazio espositivo. I sei edifici del progetto sono concepiti come tre coppie: il Museo della Galizia e il Centro Internazionale d’Arte, il Centro per la Musica e lo Spettacolo e il Centro per l’Innovazione Culturale, la Biblioteca della Galizia e l’Archivio Galiziano. Le esperienze dei visitatori che entreranno negli edifici saranno influenzate dalla relazione tra quello da loro visitato e la vicina costruzione partner. I caminos, o vie pedonali, tra gli edifici, si aprono su una piazza pubblica delimitata dalle sei costruzioni e caratterizzata da elementi del paesaggio e giochi d’acqua. L’edificio più grande è Il Teatro delle Arti dello Spettacolo che, una volta completato, sorgerà a un’altezza di 42,5 metri. Le altezze di tutti gli edifici creano curve dolci e sembrano ricostruire nel loro complesso la forma della collina.















INFORMAZIONI:
Guardare bene il sito per la visita interna con Guida

Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: www.archiportale.com, http://www.platform-ad.com
Immagini:  @Eisenman, @archdaily
Foto: Scattate da me, 



Commenti

  1. E' meraviglioso questo Centro Culturale, sono stata a Santiago ma non l'ho visto..che peccato!

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    1. E una scusante per riandare a Santiago de Compostela..vale sempre la pena...
      Grazie
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  2. Bell'articolo... sei sempre più brava!!!
    Mary

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    1. Ciao Mary,
      Grazie
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  3. Il Centro Culturale è un viaggio tra la cultura Galiciana... un bel progetto ma come hai scritto tu, la mancanza di ombreggiatura è notevole, si muore dal caldo e anche se è stata una scelta progettuale, non la vedo come una nota positiva ma negativa... in sostanza è molto bello!!!
    Mario

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    1. Ciao Mario, concordo con te... anche se alcune scelte strutturali al suo interno fa perde la linea architettonica e non c'è una continuità tra esterno-interno.

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Grazie per il vostro commento e a presto... Architetto On The Road

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