EL CAMIÑO #0: IL VIAGGIO

Tre anni fa vidi il film “The Way” e subito m’innamorai di quegli scenari che contornavano Il Cammino di Santiago.
M’informo e scopro esserci un mondo a me sconosciuto.
Ci sono delle caratteristiche che accomunano questo cammino che lo rendono interessante: segue la stessa linea della Via della Lattea e lungo il Cammino vi sono piccole o grandi chiese in stile romanico oltre al profondo senso di fede da cui è nato.
Ho un’idea, unisco il Cammino con l’idea di conoscere antiche e moderne architetture, ci vuole poco a convincere mio marito Andrea ad organizzare un viaggio del genere e con la nostra follia decidiamo di partire da Roma, passare per Torino, Orlèans, Bordeaux, Roncisvalle, Burgos, Leon fino ad arrivare a Sarria (è l’ultima cittadina “disponibile” per far si che possano consegnare la Compostella per aver effettuato il Cammino fino a Santiago) da dove inizieremo il nostro Cammino a piedi; una volta raggiunto Santiago si continua fino a Finisterre, considerata la fine del mondo nei tempi antichi, e ultima tappa Lisbona, a minha cidade. Il viaggio del rientro prevede Madrid e Barcellona per poi partire con il traghetto per Roma.
Saremmo dovuti partire in agosto, ma il caldo soffocante e gli innumerevoli incendi che hanno colpito l’Europa, hanno fatto si che il viaggio slittasse per metà settembre.
Siamo emozionati, il giorno precedente alla partenza siamo andati a prendere la Lexus IS 300H direttamente alla sede della Toyota-Italia, mai guidata un’ibrida e tanto meno una macchina con il cambio automatico, la nostra è una guida prettamente manuale. Si parte per la prima tappa, Torino. Per i primi 200 km guida Andrea, quando arriva il momento di dargli il cambio, sono un po’ intimorita, ma voglio assolutamente guidarla, è stupenda!!!


In Viaggio

Inizio a guidarla subito in autostrada, non ha la frizione e provo una strana sensazione, un po’ come quando non si porta l’orologio.
L’istinto di usare un pedale che non c’è è forte e si tende a spingere il freno (molto più largo del normale), pericoloso da fare, così trovo una soluzione e piego la gamba il più possibile verso il sedile, mi obbligo e funziona!
Dopo centinai di Km di autostrada, soste, una pioggia attesa e mai arrivata secondo le previsioni del Meteo, arriviamo finalmente a Torino, l’attraversiamo esattamente a metà e si nota subito dalle sue grandi strade e architetture che è stata una volta la Capitale d’Italia, non abbiamo tempo per visitarla e non riesco a farmi un’idea di questa città.
Ci riposiamo un po’ in Hotel e via subito vedere il Parco Dora, una zona ex industriale rivalutata magnificamente, ben integrato con la città e un ottimo esempio di archeologia industriale.


Parco Dora

A fine giornata stanchissimi facciamo una cena frugale. Il giorno dopo affrontiamo un viaggio di quasi 1000 Km, un viaggio lungo e snervante tra incidenti, deviazioni, lavori in corso e una pioggia così forte da costringerci a fermare per diverse volte. Scopriamo che attraversare il traforo (è una galleria a pedaggio che collega la Francia con l'Italia) costa 40,00 euro e che l’autostrada francese è molto cara… pazzi… ma almeno hanno lo stesso metodo di pagamento italiano, come del resto la Spagna e il Portogallo.
Dopo tante peripezie arriviamo a Orlèans, dove siamo ospitati da mia cognata.
Il giorno seguente visitiamo la città, entriamo dentro la Cattedrale e per un piccolo momento entra un raggio di Sole dall’alto, sembra il divino entrare, aspetto architettonico fondamentale per l’architettura gotica. La cattedrale è bellissima!


Orlèans


La giornata prosegue alternandosi tra la pioggerellina e un po’ di Sole.
Mangiamo un semplice toast al prosciutto e formaggio tanto esaltato come se fosse una specialità…. Valli a capire questi francesi!
Mentre camminiamo per la città tra le maison a colombage, vediamo una pasticceria unica, non solo è bellissima, ma i suoi dolci sono l’esaltazione del gusto. Ne compriamo uno ciascuno, più che sufficienti dato il loro prezzo esagerato, ma si può fare per una volta nella vita … una mousse di tre strati di cioccolato bianco, al latte e fondente poggiata su un biscotto croccante da contrastare la morbidezza della mousse.
Dolci francesi

A quel punto carichi di energia percorriamo a piedi l’intera città, voglio vedere il FRAC (vedi articolo), ma non abbiamo tempo e prendiamo di corsa la “nostra” Lexus e una volta arrivati troviamo con mio grande sconforto il FRAC chiuso per ristrutturazione… uffa!!
Tornerò!
Il giorno seguente partiamo per Bordeaux, questa volta evitiamo l’autostrada e attraversiamo piccoli paesini della Loira, la Francia si apre a noi in tutto il suo splendore paesaggistico e variopinto. Nessun paesino è sprovvisto di un forno, ci fermiamo e in mezzo alla campagna francese ci gustiamo dei croissant magnifici e ad un prezzo modico (siamo usciti da Orlèans).
La pioggia continua ad accompagnarci per tutto il viaggio, la stabilità della Lexus è incredibile, mi sento molto sicura anche se continuo a guidare con la gamba sinistra piegata… che dolore!!!!
Pian piano che ci avviciniamo alla città si apre il cielo e Bordeaux ci coglie con un Sole strabiliante e da lontano s’intravede la “città del vino”, una struttura “liquida” che t’invita ad entrare, un’opera architettonica che rompe gli schemi della città.
La zona circostante è in espansione ed è impossibile non chiedersi come sarà quel luogo tra meno di cinque anni e come cambierà l’aspetto dell’intera città.
Entriamo dentro “la città del vino” e con la visita è inclusa una degustazione di vino, un buon Bordeaux rosso è obbligatorio.
Usciti dal museo riprendiamo la macchina in garage e vediamo come lo sfondo cittadino possa essere un ottimo “set cinematografico” per fare delle foto con la Lexus.
Iniziamo a scattare tantissime fotografie, sembriamo quasi dei fotografi professionisti…
Ci accorgiamo del tempo trascorso e via verso il centro storico. Una passeggiata è obbligatoria, ci sono tantissime cioccolaterie e per dei golosoni come noi è il paradiso: cioccolatini, montblanc, i famosi macarons, che delizia.
Il giorno seguente passiamo al quartiere Fruges di Le Corbusier, sono emozionata, rivedere la sua filosofia dei 5 punti applicata è pura poesia per i miei occhi. Trovo sempre affascinante scoprire e toccare con mano ciò che si studia sui libri e capire la sua vera bellezza.
Citè Fruges di Le Corbusier - Bordeaux

Continuiamo il viaggio per Saint-Jean-Pied-De-Port, l’inizio del Cammino di Santiago, qui il paesaggio cambia repentinamente, da collinoso a montuoso, attraversiamo il confine francese per arrivare in Spagna, i cartelli stradali cambiano lingua… siamo sui Pirenei!


Pirenei

Vediamo una piccola chiesa nascere su quelle montagne, parcheggiamo e li ci aspetta un paesaggio fantastico, dirompente come una forza sovrannaturale entra dentro di noi, poco prima eravamo nel vortice della vita cittadina e ora la sentiamo così lontano, capiamo immediatamente cosa è il Cammino (è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui ci sarebbe la tomba dell'Apostolo Giacomo il Maggiore)...
Il paesaggio, il sentiero bianco, il cammino di fronte a noi e quell’aria frizzantina rende tutto un momento unico. Ci si sente così piccoli di fronte a tanta immensità. Questa sensazione di appartenenza ad un luogo, a madre natura aumenta e si fa più forte durante tutto il cammino.
La natura ti pervade e pur non volendo vieni travolto e coinvolto da tutto ciò che è il Cammino.
La sera ci fermiamo in un piccolo hotel nelle vicinanze di Roncisvalle. Molti pellegrini dormono in questo hotel che è adibito anche ad ostello, si respira subito lo spirito del pellegrino, molti parlano tra di loro, altri sono soli per propria volontà e quello spirito è coinvolgente.
In questi luoghi il silenzio ne fa da padrone.
Voglio rimanere per sentirmi ancora un po’ parte di questo universo parallelo…
Ma il viaggio deve continuare!
Usciamo dolcemente da questo mondo per passare lentamente sull’autostrada, la prossima destinazione Burgos passando per Pamplona, percorriamo le strade di questa città che una volta all’anno attraversano i tori, una cittadina deliziosa, grandi e alti palazzi colorati ci invitano verso la direzione della cattedrale della città, anch’essa bellissima.
Pellegrini e turisti attraversano il centro e ci siamo noi, turisti che a breve diventeremo pellegrini, non so perché ma ci sentiamo speciali e fortunati…
Ci ritroviamo sulla Lexus e via per Burgos.
Il nostro Hotel al centro storico si affaccia direttamente sulla Cattedrale, un fiorente esempio di stile gotico francese e perfetta fusione con il barocco, rinascimento e romanico senza scontrarsi in nessun modo. Qui mettiamo il nostro primo Sello (il Timbro che viene collocato sulle Credenziali, posto in ogni luogo che si passa - ogni timbro è il ricordo di un momento particolare). Non si dovrebbe mettere il Sello se non si inizia il percorso a piedi, ma sento che sia giusto farlo e continueremo per tutto il Cammino. Una strana gioia mi pervade, la stessa che mi ha colta quando abbiamo preso le 
Credenziali a San Giacomo a Roma.


Cattedrale di Burgos

Qui a Burgos entriamo nello spirito spagnolo, tra Sangria, Tapas e Churros con cioccolato per la colazione e la famosa Morcilla galiciana (sangue cotto) …
Ci innamoriamo della città, ma si deve partire per Lèon, prima passiamo a Sahagun, la metà del Cammino di Santiago. Una cittadina piccola e silenziosa e colma di monumenti. Il caldo è notevole e ci fermiamo in un bar tipico del posto di Sahagùn, mi guardo intorno ed ha un’aria famigliare, lo guardo meglio e mi accorgo che mi trovo in uno dei bar del film “The Way”, sono felicemente sorpresa!
Si arriva a Lèon, lasciamo la macchina in un parcheggio sotterraneo e quando usciamo mi ritrovo di fronte Casa Botines con una statua che rappresenta Gaudì su una panchina che disegna. Mi siedo accanto a lui e ci facciamo una lunga chiacchierata di architettura e delle sue scelte architettoniche molto distanti dal suo stile “pazzerello”.


Casa Botines di Gaudí - Lèon

Lèon come Burgos, è una cittadina elegante in pieno fermento.
Ci riposiamo molto perché la prossima tappa è Sarria, la prima tappa per il nostro vero cammino di 120 Km a piedi.


Simbolo della conchiglia lungo tutto il Cammino

Partiamo da Lèon, obbligatoria la tappa per Ponferrada, un piccolo paesino di montagna dove regna un bellissimo ponte romano in pietra.
Molti pellegrini attraversano il paese zoppicando, fasce alle ginocchia o alle caviglie, sono sofferenti, ma non si fermano.
La sera arriviamo a Sarria, non ci piace, ma non è importante perchè il nostro obiettivo è iniziare il Cammino. Prepariamo le ultime cose negli zaini e lasciamo i nostri panni da cittadini nella valigia. Preparo tutto con estrema cura, cerco di eliminare altri pesi inutili dagli zaini, la notte è arrivata, è ora di dormire, ma non ci riesco sono preoccupata, ho timore di non farcela… conclusione dormo tre ore e mi aspettano 22 Km a piedi.
Partenza, il Sole ancora non è nato, zaini in spalla, siamo un po’ frastornati per la nottata e perchè ancora non sappiamo come funziona il Cammino di Santiago, anche se di segni/totem ne abbiamo visti tanti.


Noi

Inizialmente seguiamo gli altri pellegrini, sono veramente tanti, più di quanto avessimo mai potuto immaginare. Sembra quasi che tutti debbano andare ad un concerto, camminano velocemente, anzi sembra quasi che corrono, mi domando perché?
Attraversiamo il paese, la nebbia è fitta e tutto appare ovattato, scale, salite, facciamo tantissime foto, mettiamo altri Sellos, attraversiamo delle rotaie di un treno e mi domando “ma è possibile che il cammino possa essere così pericoloso?” decisamente SI. Entriamo nel bosco, poi una salita di 10 Km, inizio a sentire il peso dello zaino, sono preoccupata per la mia schiena. Arriviamo su un altopiano e il paesaggio si apre di fronte a noi. Vogliamo rapire questi luoghi e far si che rimangano nella nostra memoria per sempre.
Dopo 20 Km di cammino, diverse soste, sono distrutta, ogni punto del mio corpo è dolorante. Non ce la faccio più!
Andrea prende anche il mio zaino e inizia a camminare per altri 9 Km, stanchissimi arriviamo a Portomarin, non riesco ad apprezzare ciò che mi circonda tanta è la stanchezza, arriviamo ai piedi della cittadina e ci troviamo di fronte, come un muro, la scala chiamata “spaccagambe”.
Voglio urlare!!
Ce la facciamo, troviamo due posti letto in una camera senza finestra, la prendiamo lo stesso, sono stanca e bloccata, riesco a farmi una doccia bollente.
Uso Voltaren come se fosse crema idratante e una schiuma per le ossa sulle caviglie e piedi. Sono già spuntate le prime vesciche. Ora capisco perché i pellegrini portano le ciabatte a fine giornata.
Ci facciamo forza e andiamo al centro di Portomarin, troviamo la cattedrale aperta, la messa terminata, il momento è particolare anche se ci sono tantissime persone.
Ceniamo e sono preoccupatissima per il giorno dopo.
Sveglia presto e come per magia non ho più dolori. Questa volta però spedisco lo zaino, non voglio fare lo stesso errore del giorno precedente, un ottimo servizio per chi non ce la fa. La tappa prevista è Palas de Rei ma noi la superiamo e arriviamo distrutti a Melide. Non so dove ho trovato le forze, ma continuiamo ed entriamo totalmente nello spirito del pellegrino.


Il Cammino

Molte persone continuano il percorso in pullman, altre a piedi senza zaino, ognuno affronta il Cammino in modo diverso e come può.
Si attraversano sentieri, strade, marciapiedi, super strade, ponti su autostrade, ponti romani, boschi, pianure, paesi rurali ove l’unico sostentamento economico si base su l’allevamento di bestiame e la coltura di mais. Hanno uno stile così diverso dal nostro e profondamente radicato che lo rende affascinante e allo steso tempo lontano dal mio modo di essere.
Attraversiamo villaggi in pietra con lavorazione a secco con al centro piccolissime chiesette in stile romanico e m’innamoro di questi luoghi.
Camminiamo molto in 5 gg e mi pento di non aver fatto il Cammino di Santiago dal principio, ma questa è stata la prova che posso farcela fisicamente.
Durante il Cammino nasce il desiderio e l’esigenza di farlo soli, il bisogno di fare dei tratti in solitudine, si ha bisogno di ritrovare sè stessi e di non aver contatti con nessuno. Io e mi o marito ci separiamo per qualche Km, certi che ci saremmo rivisti presto (il sentiero è molto sicuro).
Si ritrova se stessi!
Il cammino è l’allegoria della vita, è il percorso della nostra esistenza.
Conosciamo tante persone di diverse nazionalità, sudamericani, americani, portoghesi, bambini di 10 anni che ci prendono in giro, gruppi di disabili che fanno il cammino. Grandi ragazzi!!!!
La voglia di vivere e scoprire è tanta….
Arriviamo a Santiago de Compostela, piove tantissimo, rivediamo pellegrini conosciuti durante il viaggio. La poesia del viaggio si perde man mano che si entra in città e sembra che la cattedrale di Santiago non voglia arrivare mai, ma poi eccola là, bella, bellissima in tutto il suo stile romanico, ove solo la facciata principale è in stile barocco, ma è ben integrata.


Arrivati!!!

Ho le vesciche anche sulla schiena e i piedi sono un massacro. Ho freddo, sono zuppa, sudatissima e puzzo!! Vorrei mettermi in ginocchio e piangere. Ho superato ogni mio limite e ora posso pormene di altri, credevo di non farcela, credevo di mollare, ma sono arrivata.
Ce l’abbiamo fatta!!
Rimaniamo in città due giorni, prendiamo la Compostela (La Compostela è un documento, consegnato dalle autorità ecclesiastiche, che certifica di aver completato almeno 100 chilometri a piedi o a cavallo - 200 se si fa in bicicletta - del Cammino di Santiago) dove la commozione è pronta ad uscire in qualsiasi momento, cerco di non cedere, ma altri pellegrini lo fanno per me… si abbracciano, piangono, ridono…


La Compostela

Unico obiettivo per tutti era arrivare qui indipendentemente dalla motivazione.
Ma ora ci concediamo un po’ di “lusso”, hotel al centro storico, buon cibo, vino, passeggiata da turista, panni puliti e profumati dopo un salto in lavanderia e pronti per arrivare a Finisterre (la fine del mondo).


Ora ci trattiamo bene

Torniamo indietro, prendiamo due autobus: Santiago-Lugo Lugo-Sarria (unico mezzo pubblico per arrivare a Sarria). Riprendiamo possesso della “nostra” Lexus, piccola tappa a Santiago al Centro Culturale della Galicia di Peter Eisenman, dove nasce dalle colline e diventa parte integrante di essa.


Centro Culturale della Galicia - Santiago de Compostela

Poi via verso Finisterra. Si apre di fronte a noi il mare illuminato dal Sole, il mare cambia tutto. Lo sguardo si perde nell’orizzonte. Qui i pellegrini sembrano rilassati finalmente, sono arrivati alla fine del mondo secondo le credenze nei tempi antichi, lo trovo molto affascinante.
Arriviamo all’estremità di Finisterra o Fisterra, prendiamo un nostro indumento usato durante i Cammino, dobbiamo iniziare il rito del pellegrino, lo bruciamo tra le pietre, lasciamo un piccolo sasso (il sasso rappresenta il peccato e più è grande il sasso e più lo è il peccato) e lascio un piccolo oggetto insieme a quello di altri pellegrini.


Finisterre

Mi ritrovo sola, ci sono pochi pellegrini/turisti, il Sole non è ancora alto, ma già fa caldo, vedo tre o quattro pellegrini, ma sono abbastanza lontani da non disturbare.


Io

Sono io, il mare e il Sole… sono in pace. Questa è la perfezione! Questa è la felicità!
Vorrei non andarmene, vorrei rimanere un altro giorno..
Ma il Viaggio deve continuare!!
Ultimo rito prima di partire, prendiamo la conchiglia a Finisterra, dovremmo farci il bagno, ma l’acqua è gelida e ci limitiamo a bagnarci i piedi e via verso Lisbona.
Attraversiamo il terzo confine ed entriamo in Portogallo. Trovo sempre affascinante come cambia la lingua e come nei suoi confini ci siano le sfumature e fusioni delll’una e dell’altra lingua.
E’ buio e mancano solo 100 Km all’arrivo di Lisbona, non riusciamo a prenotare nessun albergo, così ho un’idea: fermarci a Fatima, così mentre guido Andrea prenota una modesta pensioncina ed io svolto per quella piccola cittadina che ricordavo profondamente rurale con strade da asfaltare e fango ai suoi bordi, risaltata solo dal bianco candido del santuario. Arrivati la trovo profondamente cambiata, una piccola Las Vegas con tantissimi hotels e negozi.


Fatima

Rimango meravigliata da tanto cambiamento in così breve tempo (15 anni) e un po’ delusa, ma questo è il segno del “progresso”. Una volta cenato dobbiamo fare una passeggiata, devo vedere con i miei occhi come è mutata… e molto!
Arriviamo al Santuario della Madonna di Fatima e siamo travolti da una processione di fedeli che occupano tutta la piazza e rimango basita, sono travolta da tanta spiritualità e finalmente mi commuovo, tante sono le emozioni.
Un viaggio di tal misura è trascinante e coinvolgente e delle emozioni così contrastanti tra loro a volte sono ingestibili e l’unica cosa da fare è piangere di gioia.
Il giorno dopo partenza per Lisbona, arriviamo relativamente presto e la prima tappa è a Belem nella storica pasticceria “Pasteis de Belem” con le sue Pasteis de nata, obbligatorie mangiarne.
Io ho un mio rito mangiarne tre.. la prima perché te la divori, la secondi perché l’assapori e la terza per saziarti… ma questa volta ne ho ingurgitate quattro, finalmente ho assaporato, ma ho anche superato me stessa… roba da golosoni!


Pasteis de Nata


Amo profondamente questa città e desidero di farla conoscere alla persona che ho scelto di passare la mia vita con lui.
Carichi di tanta energia entriamo al Monasteiro de San Jeronimos, il centro culturale di Vittorio Gregotti, la Torre di Belem e il monumento dedicato a Cristoforo Colombo fino ad arrivare al MAAT un’opera architettonica che rompe la schematicità delle costruzioni delle sponde del fiume Tejo (Tago in italiano).


Bèlem - Lisboa

La città è profondamente e meravigliosamente cambiata. In due giorni corriamo da una zona all’altra, l’Expo, il Cristo Rei e Costa Caparica… 


Expo - Lisboa

quanti ricordi riaffiorano del mio periodo dell’Erasmus, amicizie, amori, spensieratezza e follia di quell’età che solo una volta nella vita si possono assaporare. Sono stata fortunata!


MAAT - Lisboa

Usciamo dal MAAT è bello e delicato, uscendo mi ritrovo una Lisbona calda, una leggera brezza oceanica rende tutto più fresco, il Sole sta tramontando sull’Oceano e la luna dietro il Ponte del 25 Aprile cresce, con un rapido sguardo catturo questo momento unico, entra nel mio cuore, nella mia pelle, questa città è parte di me e Lei mi comprende, comprende quanto mi è mancata e per salutarmi mi ha dato tutto questo, non poteva farmi regalo migliore. A minha cidade. Grazie.



Tejo - Lisboa

Questa volta non voglio partire, voglio rimanere.
Ma il viaggio deve continuare!!!
Partiamo per tornare in Italia. Tappa intermedia Madrid, arriviamo relativamente presto e decidiamo di proseguire fino a Zaragoza, tale da avvicinarci il più possibile a Barcellona. La città è rimasta relativamente uguale e anche qui tanti ricordi affiorano, la visitai con mio fratello nel 2008 in occasione dell’Expo dell’Agua… e poi via verso Barcellona.


Zaragoza

Parco dell'Acqua - Zaragoza

Siamo preoccupati per le rivolte politiche in Catalunya che ci sono state negli ultimi giorni, non sappiamo se attraverseremo la città con la macchina, la tensione aumenta, ci ritroviamo in mezzo al traffico, siamo bloccati e quasi senza accorgercene ci troviamo al Porto. Tutto tranquillo.
Ci imbarchiamo e la nave parte con quattro ore di ritardo. Il mare mosso durante la notte mette a dura prova molte persone.


Si torna!!!

Ci svegliamo relativamente presto, il tempo sembra non passare mai e finalmente dopo 25 ore di viaggio arriviamo a Civitavecchia e dopo altre 2 ore di macchina siamo a Roma, una doccia e via a letto.
Casa.
Il film "The Way" non si vede benissimo, ma è da vedere!!
p.s. ci sono tantissimi video da vedere sul Cammino di Santiago










Testi per “Note” presi da: http://www.passipellegrini.it


Foto: Scattate da me, 

Commenti

  1. Un viaggio meraviglioso vissuto fino all'ultimo passo!

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  2. L'articolo è un crescere di emozioni come il Viaggio... molto emozionante!
    Sei riuscita a catturare ogni aspetto di quest'avventura, dall'architettura alla natura... e poi che macchina ragazzi, una LEXUS!!!!!
    Vorrei avere il Vs stesso spirito d'avventura.

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  3. Ah ho dimenticato di firmarmi...
    Riccardo

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    Risposte
    1. Ciao Riccardo, il Viaggio "El Camino" è stato unico, colmo di emozioni e travolgente sotto molti aspetti e in pù, come hai detto tu, abbiamo avuto la fortuna di essere stati sponsorizzati dalla LEXUS... non volevo più consegnare la macchina, un vero gioiello!!!
      Continua a seguirmi su questo blog, anche su FB e Instagram. Buona giornata On The Road!!!

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  4. Potresti scrivere un libro, che bel viaggio ragazzi, fantastico!

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    1. Mi piacerebbe molto... ci proverò...
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  5. Giornata adatta per leggere i tuoi articoli, la neve fuori, i bimbi che dormono dopo averli stremati a fare i pupazzi di neve... con te viaggio e vedo questi luoghi meravigliosi.
    Il viaggio è un crescere di sensazioni.
    Meravigliosamente bello. Brava.
    Giusy

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    Risposte
    1. Ciao Giusy, il viaggio è esattamente come mi stai dicendo... un crescere di emozioni sempre più forti su tutti i punti di vista.
      Grazie.
      Continua a seguirmi su questo blog, anche su FB e Instagram. Buona giornata On The Road!!!

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