Wine Architecture #2: Fattoria delle Ripalte di Tobia Scarpa – Isola d’Elba (LI)

Partiamo per l’Isola d’Elba, un’isola deliziosa e con viste da mozzafiato, il caso volle che il nostro appartamento fosse nella Tenuta delle Ripalte, punto più a Sud dell’isola, un appartamento in pietra con un pergolato che facesse ombra nei pomeriggi più assolati d’estate e il mare di fronte a noi.
Assaporiamo l’isola in tutte le sue sfaccettature, facciamo grandi passeggiate su strade sterrate in questa natura forte e il Sole cocente pur di assaporare il mare splendente e trasparente.

Piccola Laguna

Totale Relax e poi la vita notturna… la vacanza trascorre alla perfezione…
Quasi per caso, uno dei nostri amici riesce a contattare il proprietario della Fattoria delle Ripalte e siamo tutti invitati a visitare la nuova cantina firmata Scarpa.
Sono emozionata e ci prepariamo per questa visita.
Ci dirigiamo verso la cantina percorrendo una strada scoscesa, il terreno è esteso, vigneti senza confine si affacciano verso il mare e in lontananza si intravede l’isola di Montecristo e ripenso al libro con tutte le sue vicissitudini...

Paesaggio tipico dell'isola d'Elba

La cantina di Tobia Scarpa si apre intorno ai suoi vigneti e si presenta in tutta la sua estrema semplicità, come è il mondo che la circonda.

Facciata principale @Archilovers 

Un parallelepipedo che esce dal terreno con i suoi fianchi totalmente mimetizzati con il terreno circostante, anche qui come il Podere Forte (vedi articolo "Podere Forte"), le pareti sono in pietra lavorata a secco in modo da contenere l’inquinamento.

Mimetismo @winearchitecture

L’architetto è riuscito nell’intento di mascherare la cantina con il paesaggio, grandi vetrate si aprono verso la vallata e verso il mare, questa trasparenza fa si che ci sia un continuo dialogo tra la cantina e l’ambiente circostante, il continuo mutare del giorno e delle stagioni, la natura si rispecchia nella struttura e muta con essa, la natura fa parte della cantina stessa.
Mi affaccio dalla parete in vetro e si percepisce questo unicum con la terra difficile e sassosa dell’isola. I suoi interni come l’opera architettonica sono estremamente semplici e tutto è esaltato dal bianco.

Interni in bianchin @FattoriadelleRipalte

Siamo accompagnati da una ragazza che ci spiega il procedimento del vino e abbiamo la fortuna che ci fa assaggiare questo nettare degli déi … il vino è fruttato ed ha un leggero retrogusto di miele… è sublime!!

Vigneti

Saliamo sulla terrazza immensa, questa è utilizzata per essiccare le uve al sole, motivo per cui non vi è riparo dall’ombra, si apre verso il mare e il vento marino porta con sé l’odore della salsedine, il Sole è forte e noi siamo inebriati un po’ dal vino e un po’ dal Sole.

Terrazza

Mi guardo un po’ intorno, nel frattempo ridiamo e scherziamo tra una foto e l’altra e, noto come quest’opera sia perfettamente calata nell’ambiente circostante. 


Unicum tra struttura e paesaggio @turismotoscana

Il progetto rispecchia un dialogo continuo tra le pietre a secco del rivestimento e i giacimenti minerari dell’Isola, tra il terrazzo per essiccare le uve al Sole e l’immensa distesa del Mar Tirreno, tra il passaggio dei trattori con la parete di roccia a vista e le gallerie delle miniere circostanti.

Unicum tra struttura e paesaggio

Il Sole sta tramontando e noi ci avviamo verso il nostro appartamento.

Tramonto isolano



Nota tecnica per i più appassionati:

La storia
La Fattoria delle Ripalte è situata sulla punta più a Sud dell’Isola d’Elba, nel cuore dell’Arcipelago Toscano. La Tenuta nacque nel 1896 su iniziativa del Conte Tobler, nobiluomo svizzero innamorato dell'Italia che volle realizzare una sua grande passione: la coltivazione della vite e la produzione di grandi vini. In seguito, l'intero comprensorio (420 ettari), che rappresentava la più grande azienda agricola dell’Elba, fu completamente abbandonato dai successivi proprietari, che utilizzarono i terreni come riserva di caccia.
Nonostante tutto, l'antica fama della Fattoria non venne cancellata, e, nel 2002, la proprietà attuale, con la collaborazione di Piermario Meletti Cavallari, ex patron di Grattamacco a Bolgheri, decise di valorizzare la vocazione viticola dei suoi terreni. 15 ettari di nuove vigne occupano oggi le migliori posizioni della Tenuta, mentre la moderna cantina firmata dal famoso architetto Tobia Scarpa si impone con grande fascino sull'ambiente circostante.

La cantina
La nuova cantina, progettata dal grande architetto Tobia Scarpa, si presenta esternamente come un grande parallelepipedo inserito nel Colle di Gianni. L’intento è stato quello di mascherare l’edificio con il contesto paesaggistico circostante e, nel contempo, di intercalarlo nello scenario dell’ambiente mediterraneo.

Facciata principale @archilovers


Il vigneto è piantato su suoli difficili, sassosi e molto drenati (per la maggior parte terrazzato): la vite produce poco, ma la qualità dell'uva è alta. Nel vigneto si segue la filosofia dell’agricoltura sostenibile: ciò si traduce, in sostanza, nel limitato utilizzo di prodotti chimici di sintesi per i trattamenti fitosanitari e nella concimazione principalmente organica.

Vigneti

La scelta aziendale è stata quella di prediligere quei vitigni tipici del bacino del Mediterraneo che meglio esprimessero ed esaltassero le fantastiche qualità del territorio elbano.

Architetto: Tobia Scarpa

Schizzi progettuali @TobiaScarpa

Schizzi progettuali @TobiaScarpa

Con la cantina di Tenuta delle Ripalte all’Isola d’Elba, l’architetto Tobia Scarpa propone un edificio per la vinificazione e produzione di circa 120.000 bottiglie che assolva ad alcuni requisiti ritenuti fondamentali; 

Contenitori di vino

innanzitutto un fitto dialogo con il terreno su cui la cantina insiste, un’efficienza che sta alla base di ogni edificio produttivo, ed infine un’attenzione alle procedure costruttive che, attraverso il montaggio a secco, permettono di contenere l’inquinamento.


Pietra Lavorata a secco

Difficile comprendere le scelte dell’architetto per i materiali utilizzati in questa cantina senza comprendere la geologia di quest’isola, il suo patrimonio mineralogico e storico-minerario le cui prime testimonianze risalgono all’Età del Bronzo.

Pietra Lavorata a secco

Un’opera perfettamente calata nell’ambiente circostante. Il progetto rispecchia un dialogo continuo tra le pietre a secco di rivestimento e i giacimenti minerari dell’Isola, tra il terrazzo per essiccare le uve al sole e l’immensa distesa del Mar Tirreno con l’Isola di Montecristo di fronte, tra il passaggio dei trattori con la parete di roccia a vista e le gallerie delle miniere circostanti.
Tobia Scarpa con pochi misurati gesti risolve il tema di una struttura produttiva in un’area di rilievo paesaggistico; una ritrosa verso qualsivoglia ostentazione e virtuosismo per lasciare spazio ad unacuriosa e attenta ricerca delle qualità intrinseche del terroir della loro restituzione in linguaggio architettonico.


Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: www.winearchitecture.it,  
Immagini:  @TobiaScarpa
Foto: Scattate da me, @archilovers, @turismotoscana, @FattoriadelleRipalte, @winearchitecture


Commenti

  1. Ci sono stata tanti anni fa con mio marito e i miei figli e confermo che era un posto magico, siamo stati accolti dalla gentilezza del personale e il paesaggio era bellissimo.
    Scarpa molto bravo anche se devo dire che il padre era un genio...
    Rosy

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    Risposte
    1. Ciao Rosy, si è un posto fantastico e la semplicità della sua architettura risalta ancor di più ciò che la circonda. Andrei anche io una seconda volta... ma c'è sempre così tanto da vedere...
      Continua a seguirmi sul blog, anche su fb e Instagram.
      Buona giornata On The Road!!

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Grazie per il vostro commento e a presto... Architetto On The Road

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