La Canapa nell'edilizia


Ieri sera mentre chattavo con Valeria, farmacista, scrivendo del più e del meno mi racconta che stava leggendo un libro di medicina e come può essere utilizzata la Canapa a livello curativo, inoltre vi era anche un accenno sull’edilizia e come questa pianta o questo materiale (nel caso dell’edilizia) possa essere utilizzato anche sul fronte della Bioedilizia, così invia la copertina di un libro che spiega tale utilizzo “L’involucro edilizio”…
 
 

Mi esalto, come sempre, e inizio subito una ricerca... mi ha sempre interessato studiare e come utilizzare materiali naturali e riciclabili nelle costruzioni, ottime per la salvaguardia dell’ambiente…
E’ fondamentale  cercare di sensibilizzare i clienti/le persone a far riflettere come utilizzare tali materiali e con costi inferiori.
Leggo molto e scopro che la Canapa sativa (La canapa utile o Cannabis sativa è una specie del genere Cannabis. È coltivata soprattutto per uso tessile o anche edile, e per la produzione di carta, benché in essa siano presenti alcune sostanze stupefacenti, in percentuali variabili secondo la varietà.) è stata utilizzata molti anni fa nel campo tessile in particolar modo in Emilia Romagna e in Toscana (terra che amo!).
E’ un materiale altamente  sostenibile in quanto totalmente riciclabile.
L’utilizzo della Canapa nel campo edilizio è sorprendente.
La fibra di canapa, il tessuto che si trova all’interno del suo fusto, da sola o mischiata con altre fibre naturali, può essere utilizzata per produrre pannelli isolanti e fonoassorbenti. Il canapulo, detto anche legno di canapa, in quanto rappresenta ciò che resta del fusto della canapa dopo l’estrazione della fibra tessile, può essere utilizzato, inoltre, nella preparazione di intonaci o, se mischiato con la calce, per realizzare cappotti isolanti o fonoassorbenti. E l’isolamento acustico è proprio una delle qualità di questo materiale: l’abbattimento dei decibel che si ottiene è, infatti, ben oltre gli standard richiesti dalla normativa attuale.

Bioedilizia: i vantaggi della canapa
In Italia, inoltre, il biocomposito in calce e canapa viene utilizzato per creare biomattoni: essendo un materiale con caratteristiche isolanti, una casa in biomattoni non prevede l’ulteriore utilizzo di cappotti termici. “È il biomattone stesso che svolge questa doppia funzione - spiega a Earth Day Italia Paolo Ronchetti amministratore unico di Equilibrium - azienda di bioedilizia. Con enormi benefici anche per il nostro portafoglio (quantità minore di materiali utilizzati e riduzione dei costi) e di riduzione dei tempi di posa e di realizzazione delle strutture.
Altra caratteristica di questo composto è quella di far traspirare l’umidità, fondamentale per la nostra salute. Ma non solo: in questo modo calce-canapa evitano le condense interstiziali che sono la causa principale del deterioramento dei materiali da costruzione. Essendo un materiale igroscopico, capace cioè di assorbire l’umidità per rilasciarla quando l’ambiente è troppo secco, l’umidità all’interno dell’appartamento è sempre costante con importanti benefici per il confort abitativo.
Essendo un materiale termicamente isolante, i risparmi, in termini di costi per l’energia, sono molto elevati, simili a quelli di una casa passiva: una casa di 100/150 mq di superficie, avrà una spesa annuale, tra riscaldamento e rinfrescamento, di circa 200/300 euro all'anno.
Altro elemento fondamentale è l’impatto che questo materiale ha sull’ambiente: la canapa è un materiale ha impatto zero, anzi a impatto negativo… “La pianta di canapa crescendo molto velocemente e arrivando in pochi mesi a 5/6 metri di altezza, ha una notevole capacità di assorbire Co2 dall’atmosfera rilasciando ossigeno e accumulando carbonio (legno). Secondo studi realizzati dal Politecnico di Milano sulla nostra filiera produttiva 1 metro cubo di biotetto toglie all’atmosfera 60kg di CO2 dall'atmosfera, 1 metro cubo di biomattone ne toglie 20 kg”.

Biotetto naturale 

Unico limite è la capacità di carico: questo materiale altamente aerato si comprime se impiegato come elemento portante in blocchi compressi. Per questo motivo la soluzione statica più diffusa ne prevede l’uso come riempimento in una struttura di legno a travi e pilastri.

Canapa: un breve identikit
Il seme della canapa, a qualsiasi latitudine, diventa una pianta di 4 – 6 metri di altezza in soli quattro mesi: durante il ciclo di vita non necessita di pesticidi, erbicidi, fertilizzanti e le occorre poca acqua (con un risparmio del 90% di rispetto a quella necessaria per  la produzione del cemento e poco meno di un terzo di energia). Rigenera il terreno su cui cresce apportando nutrienti senza sottrarli e catturando enormi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera (330kg per ogni tonnellata di materia secca) immagazzinandola nel suo legno. La canapa inoltre può essere coltivata e prodotta localmente in modo da ridurre a chilometro zero la filiera di commercializzazione.

L’uso della canapa in edilizia
La canapa impiegata nella realtà edile è già diffusa 1.500 anni fa, ma il prodotto industrializzato nasce in Francia a metà degli anni ’80, per poi diffondersi negli Stati Uniti, Canada e Germania. L’impiego è molteplice, si va da processi di ristrutturazione a realizzazioni ex novo, ma gli “ingredienti” sono sempre gli stessi: canapa e calce. Il mattone di canapa è infatti un biocomposito in canapa-calce con alta capacità isolante termo-acustica, la cui produzione viene effettuata con un procedimento a freddo. Rigidità, leggerezza, resistenza e traspirabilità si combinano a riciclabilità, resistenza al gelo, agli insetti e ai roditori e a proprietà ignifughe, senza bisogno di aggiunte di sostanze tossiche ritardanti di fiamma.

I prodotti a base di canapa sul mercato
In Italia, un tempo l’Emilia e la Toscana erano le regioni dove la coltivazione era molto forte, ma oggi sono poche le realtà edili che hanno riscoperto la canapa. Esistono alcuni validi esempi come il Biomattone della Equilibrium che utilizza il truciolato vegetale di canapa con un legante a base di calce per la produzione di blocchi prefabbricati di dimensione 20×50 cm, disponibili negli spessori di 8, 12, 15, 20, 25 e 30 cm, e la Calcecanapa di Banca della Calce, un materiale edilizio ottenuto tramite un mix di calce, canapa, acqua e specifiche aggiunte di origine naturale
Biomattone
L’utilizzo della canapa nella bioedilizia sta crescendo a ritmi molto sostenuti anche in Italia, imponendosi sempre più come un materiale versatile e di ottima resa per costruzioni sostenibili in piena armonia con l’ambiente e con un occhio di riguardo alla salubrità. Per l’Italia più che di una scoperta, si tratta di una riscoperta, visto che fino ad alcuni decenni fa il nostro paese era il secondo produttore mondiale di canapa, ritenuta una risorsa sia nel settore tessile che in quello dell’edilizia. La coltivazione della canapa era fortemente radicata nella nostra tradizione tanto che tracce del suo utilizzo si ritrovano persino nelle parole di Leon Battista Alberti, nel “De Re Aedificatoria”, dove si sottolinea la sua utilità nell’edilizia poiché, aggiunta alle malte, ne migliorava le qualità. La coltivazione della canapa è però poi stata abbandonata fino a che, una decina d’anni fa, l’Unione Europea ha attivato finanziamenti destinati alla reintroduzione della canapa da fibra e alla costituzione di filiere di prodotti derivati, specialmente nel settore no food.
La Germania ha subito inserito la canapa nella sua filiera produttiva di punta, sviluppando materiali per il settore automobilistico, come fibroresine, plastiche e imbottiture, oggi utilizzati da tutte le sue maggiori case produttrici. La Francia, si è concentrata sulle malte fibrorinforzate, brevettando alcune tecniche: una per “mineralizzare” la canapa ricoprendola con silice al fine di renderla impermeabile all’umidità e poterla così utilizzare come isolante; un’altra per mescolare la canapa con calce naturale ed acqua per ottenere un composto simile al cemento, con una consistenza granulosa simile al sughero; un’altra ancora per utilizzare canapa non trattata assieme a calce per intonaci.
«Il biocomposto, ottenuto tramite la mescolanza di calce, canapa e acqua, viene lavorato in impastatrice e quindi applicato a mano o a macchina con tecnica a spruzzo, secondo gli impieghi. Dopo la messa in opera, il biocomposto indurisce per evaporazione dell'acqua e avviene un processo di carbonatazione e idratazione della calce. Il tipo di legante (calce aerea, calce idraulica ecc.), il tipo di truciolato di canapa (qualità e lunghezza del canapulo, ecc.) e le proporzioni della miscela dei due elementi, determinano materiali adatti a differenti impieghi in edilizia con caratteristiche distinte in funzione delle necessità da soddisfare. La tecnica dell’impasto in canapa e calce si può tradurre anche nella soluzione di blocchi prefabbricati di biocomposito in canapa e calce che, combinati con una struttura portante a telaio, sono atti alla realizzazione di muratura perimetrale, che assolve sia la funzione di tamponamento sia di isolamento».

Alcuni degli impieghi di questo materiale in edilizia:
-isolamento termico a cappotto esterno o interno delle pareti perimetrali di edifici esistenti
Cappotto naturale
-Isolamento termico di coperture e sottotetti
-Isolamento e costruzione di  massetto sottopavimento
Termosottofondo naturale

- Costruzione ex-novo di muratura isolante
- Realizzazione di divisori interni ad alto  isolamento acustico
- Vespaio areato

Le caratteristiche della canapa sono soprattutto:
Riciclabilità
Al termine della sua “vita utile” il biocomposto è totalmente riutilizzabile una volta frantumato e reimpastato con acqua e calce.

Biodegradabilità
Il materiale se smaltito si decompone naturalmente essendo privo di sostanze tossiche.

Ecocompatibilità
L’impasto è composto prevalentemente da truciolato vegetale mineralizzato con calce naturale, e quindi gode di elevati standard di eco-compatibilità: oltre ad essere riciclabile e biodegradabile, possiede un bassissimo livello di energia incorporata nel materiale (quantità di energia necessaria per la sua produzione, impiego e smaltimento).

Esempio in edilizia
 Un esempio pratico di costruzione è in Toscana, lo studio di architettura Officina Abitare ha realizzato, in provincia di Prato, uno dei primi edifici in Italia interamente isolato in canapa.
La "Casacanapa"

 

Lo studio ha curato tutti gli aspetti del progetto e della realizzazione, seguendo le esigenze dei committenti, che avevano richiesto una casa ben isolata e priva di materiali allergici, quindi completamente naturale. Pavimento contro terra, pareti perimetrali e tetto sono isolati con un composto di canapa e calce.
Interni de "La Casacanapa"

L’involucro è stato progettato così da avere un unico strato di isolante che dalle fondazioni sale fino al colmo del tetto; la struttura portante è in legno e le finiture interne sono state realizzate con intonaci a calce naturale, garantendo così un’ottima traspirabilità delle pareti.


Biotetto de "La Casacanapa"
 
 
 
Un link molto interessante, utile e per ogni eventuale aggiornamento è http://www.assocanapa.org/

 

 

Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: Andrea Cantini; Geometri.cc; Il Cambiamento, Assocanapa, Sara Bartolini             

Foto: @ Green Briz, canapaworld, news.you-ng.it, housenatural,

Commenti

  1. Articolo stupendo! Grazie Architetto On The Road!

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    1. Grazie atlas, spero sempre di avvicinare tutti voi il più possibile al mio mondo...

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  2. Articolo molto interessante e diverso dagli altri. Mi piace l'idea di avvicinare le persone ad un mondo BIO.
    "Homerestaurant"

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    1. Concordo con te "homerestaurant " cerchiamo di essere tutti più sensibili e salvaguardare il nostro ambiente!!!

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    2. Articolo meraviglioso, sto facendo una ricerca sulla canapa, sapete indicarmi il passo dove Leon Battista Alberti ne decanta l'utilità?
      Grazie

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    3. Articolo meraviglioso, sto facendo una ricerca sulla canapa, sapete indicarmi il passo dove Leon Battista Alberti ne decanta l'utilità?
      Grazie

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Grazie per il vostro commento e a presto... Architetto On The Road

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